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Il Sito di Flaminia Guidi

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(Integralmente tratta dalla rivista "La catena del Mille)

La Signorina Guidi non ha bisogno di presentazioni : tutti, bambini e genitori, sanno che lei è stata la fondatrice della nostra scuola, nella sede storica di Largo Spartaco. . Tutt'oggi, con il suo incrollabile entusiasmo e la sua inesauribile energia, continua a trasmetterci, come nessun altro, l'eredità di Maria Montessori.

A lei va la gratitudine di noi genitori e quella del nostro giornalino per aver accettato di rispondere ad alcune domande.

 

Come ha iniziato a lavorare con i bambini?

Si vede che era il mio destino. Stavo ancora studiando. Un'amica molto cara mi chiese improvvisamente aiuto per il più piccolo dei suoi figli, un piccinino delizioso di 6 anni, di salute delicata, ultimo dei suoi quattro figli maschi. Voleva che il bambino facesse le classi elementari in casa.

Io ero molto giovane ancora, avevo appena finito le cosiddette classi normali, ma accettai. Non avrei mai supposto che il compito fosse così difficile. Fra la teoria e la pratica c'era un abisso. Nessun libro di pedagogia mi aiutava a capire quello che dovevo fare. Parole, parole, parole e nient'altro. Fu una bella esperienza che poi mi è sempre servita.

Fu una compagna di scuola ad aiutarmi; mi diede da leggere e poi mi regalò due libri di Maria Montessori. Quei due bellissimi libri che io tengo ancora come una cosa preziosa sono "La pedagogia scientifica" e "L'autoeducazione ". Maria Montessori in quel lontano 1924 era quasi una sconosciuta.

Furono quei libri ad indicarmi finalmente la strada. Furono loro a farmi conoscere il vero bambino che l'umanità per secoli ha ignorato, questo essere apparentemente debole, indifeso, incapace ma portatore invece di una potente energia costruttiva e vitale, che da sola, senza interventi esterni, lo spinge a costruire l'uomo : così me lo prospettavano i libri, così, se non più, me lo hanno confermato i sessantenni che ho vissuto con loro.

Tornando con la mente a quei giorni lontani, ricordo il fascino che i due libri esercitavano su di me e benedico la fede che mi spinse ad accettare quanto dicevano. Così fu con un atteggiamento di profondo rispetto che io avvicinai quel piccolo delizioso bambino e mi misi al servizio della sua vita. Che cosa io gli abbia insegnato allora, non saprei dirlo. Lui ora, uomo adulto ed importante, ride quando glielo chiedo. Di due cose sono sicura. La prima: non ho mai forzato la sua volontà. L'ho lasciato sempre libero di fare o non fare un lavoro. Secondo: lavorare nella gioia, nell'entusiasmo, amare quello che si studia, impegnarsi per un desiderio inferiore di approfondire l'argomento. Ma la vera scuola di quel bambino è stata la sua famiglia. Una famiglia molto unita, molto colta, molto attiva nella società. Il padre era un famoso giornalista, i fratelli erano al ginnasio ed al liceo.

 

Il piccolo viveva in mezzo a loro, partecipava con entusiasmo alla loro vita, sapeva tutto. Io ho avuto il solo merito di non annoiarlo e di lasciarlo in pace, difendendolo da interventi inopportuni.

Mi occupavo di quel bambino da un po' di tempo quando venne la Paolini dall'Olanda. Era vissuta lì, in casa di Maria Montessori, che servendosi di lei, aveva fatto la prima prova di una scuola elementare con indirizzo montessoriano.

La Montessori andò in India. La Paolini rimase a Roma e tenne un corso insieme alla professoressa Castagnocchi, una delle prime appassionate e bravissime allieve della Montessori. Io partecipai a questo corso.

La prof Castagnocchi dirigeva una sua piccola deliziosa scuola privata a palazzo Taverna. Erano tre stanze e un cortiletto con una graziosa fontana, data in uso gratuito dalla contessa Taverna. La scuola era bellissima, aveva maestre molto giovani ma ben preparate nella "Casa dei Bambini". A corso terminato, la Prof Castagnocchi mi pregò di occuparmi della scuola elementare. Tra "Casa dei Bambini" e scuola elementare, nei locali di Palazzo Taverna ci saranno stati circa 40 bambini da 5 anni a 12 e nella scuola vivevano tutti insieme, ancora più mischiati di quanto non lo siano oggi i bambini della classi di Via Lemonia, che pure hanno una bella sistemazione con le classi aperte. Apro una parentesi: vi siete resi conto di quale valore educativo abbiano le classi aperte?

Tocco solo due punti:

1) periodo sensitivo per la cultura presente in tutti i bambini del mondo dai 7 ai 12 anni;

2) la mente assorbente per la cultura, come mezzo per costruire la personalità dai 7 ai 12 anni.

Con questi aiuti dati dalla natura, i bambini di Via Lemonia vivono nelle classi aperte. Dalla 1a classe elementare alla 5a, in ogni momento della giornata, ci sono almeno 50 bambini che portano avanti lavori diversi l'uno dall'altro. I bambini vanno e vengono liberamente nelle classi. Il periodo sensitivo li spinge irrefrenabilmente a guardare. La mente assorbente fa il suo lavoro : registra e stampa nell'inconscio. Tutto resta fissato nel buio dell'inconscio. Così l'apprendimento si svolge nel mistero, nel silenzio. Poi il bambino verrà spinto dalla natura a fare esperienze finché tutto arriverà alla coscienza e sarà acquisito per sempre. Sono processi misteriosi non facili da spiegare soprattutto dentro limiti così ristretti di tempo e di spazio. Si entra nel mondo abissale dell'inconscio. Si toccano le miste-riose forze che guidano l'evolversi della vita degli esseri viventi e, più di tutti gli altri, dell'uomo. Nei sessant' anni che ho vissuto in mezzo a bambini liberi, in ambienti preparati scientificamente, per soddisfare i bisogni vitali, ho acquistato delle certezze incontestabili, utili per difendere i bambini nei vari periodi di crescenza. Da O a 12 anni la vita psichica è guidata dall'inconscio; è la natura che guida sempre con lo stesso metodo "occulto" e sapientissimo uguale per tutti i bambini del mondo: lavora per costruire il carattere, il comportamento, l'intelligenza ecc. ciò che noi potremmo chiamare gli organi psichici della persona umana, che l'uomo non eredita ma che deve costruire attraverso un'attività mai guidata dall'esterno.

 

Come nacque la scuola Montessori di Viale Spartaco?

L'area in cui sorse la scuola era la borgata Ceccafumo. All'indomani dell'ultima guerra, una vastissima porzione di terreno di quella zona venne acquistata a bassissimo costo dall' Ente Case Popolari della Gescal. Lo scopo era quello di realizzare un grande progetto: un quartiere per tutti coloro che erano emigrati dal Sud durante la guerra e che si erano creati un ricovero dentro le mura degli acquedotti romani. Il Comune di Roma volle dar loro una casa. I giovani ingegneri della Gescal si sbizzarrirono a creare un quartiere popolare piacevole, con edifici dalle forme varie: torrioni simili a piccoli grattacieli, palazzi grandi, bassi e lunghi; zone isolate con case ad un solo piano.

Gli appartamenti erano a riscatto. Gli inquilini pagavano una piccola somma mensile e dopo venticinque anni diventavano proprietari. Fu in questo quartiere che le assistenti sociali offrirono all'Ente Montessori i locali da adibire a scuola Montessori I locali erano gratuiti. L'Opera Montessori si impegnava a gestire la scuola a proprie spese. Già tre anni prima avevo avuto l'occasione di conoscere e di stringere amicizia con le assistenti sociali del quartiere Tuscolano, ragazze vivaci, molto impegnate nel portare avanti un lavoro che le entusiasmava. Volevo accontentare una signora dell'alta aristocrazia romana che aveva perso in guerra l'unico figlio e voleva aprire a suo nome una scuola Montessori. Stava cercando i locali. Chiesi aiuto alle assistenti sociali de quartiere Tuscolano; insieme perlustrammo tutto il quartiere e fecero l'impossibile per accontentarmi. Purtroppo non riuscimmo e tutto ebbe fine.

Tre anni dopo si ricordarono di me giudicarono un onore arricchire il quartiere di una scuola cosi prestigiosa.

Così è nata la Scuola Montessori di Viale Spartaco: sostenuta con amor dall' Ente Case Popolari, finanziata dall'Opera Montessori, validamente appoggiata dagli "Aiuti internazionali" che fornivano gli alimenti, protetta dalle assistenti sociali. Per anni e anni questa scuola ha ospitato quasi gratuitamente i bambini anche poverissimi, dando loro, oltre al benessere fisico, il più alto nutrimento morale, culturale, spirituale e il massimo sviluppo psicologico. L'Ente Montessori me ne affidò la direzione.

Con amore incredibile e con infinito interesse gli ingegneri della Gescal e gli operatori delle "Case popolari" curarono la creazione degli ambienti. L'architetto, una giovane e intelligente signora, mi chiedeva consigli e s'interessava alle spiega-zioni che le davo e alle proposte che le facevo perché le rivelavano un mondo sconosciuto. Aveva capito l'importanza che l'ambiente esercita sul bambino.

Benché al di sotto del livello stradale, gli ingegneri crearono davanti all'entrata della scuola un grandissimo cortile, tutto esposto al sole. Risalendo il terreno che circonda il cortile, fino al livello della strada, si crearono zone in salita dove furono piantati molti alberi. Un giardino in salita!

E' incredibile raccontare quello che il giardino in salita ha rappresentato per i bambini. Chi l'avrebbe mai immaginato. Una specie di mondo meraviglioso. Le montagne! Ancora adesso alcuni bambini che sono vissuti nella vecchia scuola sospirano quel paradiso: le montagne... Non l'avrei mai immaginato. Ma pensandoci bene quelle montagne sono state una palestra infinitamente valida.

I bambini, tutti, scendevano dall'alto, di corsa, a salti; si arrampicavano su un terreno che negli ultimi anni era liscio e senza appigli. Tuttavia, i loro movimenti erano equilibrati e sicuri. Le loro gambette erano forti, non cadevano mai. Quante volte, vedendoli venire giù a rompicollo, ero presa dalla paura e dicevo fra me: "Santa pupa!", eppure mi sono sempre fatta coraggio e non li ho fermati mai.

Potrei continuare a parlare per ore e ore di quella bellissima scuola. Grazia Honneger Fresco ha scritto un bellissimo articolo sulla nostra scuola nella rivista "Il quaderno".

 

Secondo lei ci sono stati grossi cambiamenti nella Scuola Montessori ?

La scuola Montessori non può cambiare mai perché è il frutto di una scoperta scientifica che la collega strettamente alla natura. La scienziata che ha effettuato questa scoperta è la Dottoressa Maria Montessori, laureata in Medicina, donna di sommo ingegno, psichiatra di grande valore, abituata a penetrare nella vita interiore degli esseri umani.

Maria Montessori ha scoperto ciò che per millenni era stato ignorato da tutti, ossia che il bambino fin dalla nascita è guidato da forze inferiori potenti, sconosciute, che lo spingono a costruire l'uomo.

C'è nel bambino un misterioso maestro interiore che sapientemente lo guida nella crescenza, mentre la Natura fornisce al bambino tutti gli aiuti che gli sono necessari perché ciò avvenga.

Esiste una specie di DNA psichico,uguale in tutti i bambini che nacquero, che sono nati e che nasceranno nel mondo, il quale da secoli e secoli va svolgendo il suo lavoro per la salvezza dell'umanità. Questo lavoro è stato sempre ostacolato e contrastato da un adulto che, ignorandone l'esistenza e il valore, frena ed ha sempre frenato gli impulsi costruttivi che spingono i bambini ad agire, recando danni irreparabili alla crescenza. "La scoperta del bambino", "II segreto dell'infanzia", "La mente del bambino", "La pedagogia scientifica", "L ' autoeducazione ", sono fra i libri più belli scritti da Maria Montessori; questi titoli di per sè dicono tutto.

Maria Montessori ha scoperto il vero bambino, sconosciuto e meraviglioso. Da vera scienziata, silenziosamente, gli si è messa vicina e l'ha osservato vivere senza mai intervenire direttamente ma creandogli intorno quell'ambiente che il bambino sembrava chiederle. Più l'ambiente si adeguava ai bisogni del bambino, più la vera natura di queste essere in crescenza si andava rivelando meravigliosa e sconvolgente. Maria Montessori non arrivava a convincersi della straordinaria importanza della sua scoperta. Lo dice spesso nei suoi libri. Non osava estenderla a tutti i bambini del mondo, a renderla universale.

Ma adesso noi sappiamo che è universale, perché fa parte della natura umana.

Per questo la scuola Montessori non può cambiare mai e si è dimostrata valida per tutti i bambini del mondo. E' l'aiuto valido alla vita che si svolge. La vita si svolge sotto la guida della Natura e ciò che la Natura fa non si può cambiare.

 

Che cosa pensa quando si trova davanti un bambino che ha difficoltà di apprendimento?

Domande di questo genere mi riempiono sempre di angoscia e di sgomento. Il lavoro di Freud, l'esperienza della psicanalisi, la "scoperta del bambino" (da sempre sconosciuto) non hanno ancora portato il minimo cambiamento di opinione nella società riguardo l'educazione.

Che cosa vuoi dire "ritardo nell'apprendimento"?

In una scuola Montessori è una frase senza significato. Per essere ritardo, ci deve essere un orario preciso. Per arrivare dove? Chi stabilisce l'orario? Chi stabilisce il punto di arrivo? E con quale competenza? L'errore è millenario e continua a ripetersi inesorabilmente; ancora non si intravede una via di uscita. Quando Maria Montessori ha iniziato i suoi due ultimi corsi in Italia (nel 1950 e nel 1951), che io ho appassionatamente seguito, ha messo una base di grande chiarezza all'inizio del suo discorso durato cinque mesi: "Le due vie che può seguire l'educazione". contrasto fra loro e non possono, o frecce rappresentano gli interventi. Come sempre Maria Montessori accompagnava le sue bellissime lezioni con oggetti con disegni che aiutassero a fissare l'attenzione sull' argomento.

Riporto il diagramma che e il punto di partenza ormai di ogni corso. Non voglio commentarlo a lungo, lo lascio all'osservazione e alla meditazione di chi trova un interesse ad approfondirlo. Le correnti dell'educazione sono due: una è l'educazione comune tradizionale, quella che si è sempre data e che si da ancora nelle scuole come dovere obbligatorio dell'adulto verso il bambino.

L'altra è una scintilla più recente che ha una base scientifica e si appoggia sullo studio dell'individuo. Il bambino è stato studiato in tutte le sue particolarità dagli psicologi : da questo studio, cui hanno collaborato tutti gli psicologi moderni, il bambino risulta molto diverso da come lo considera e lo vede l'educatore che applica il metodo tradizionale.

"Le due correnti educative sono in contrasto fra loro e non possono, o non vogliono incontrarsi, perché una lavora su una base esatta e scientifica e non può di conseguenza deviare minimamente la sua strada, mentre l'altra è di natura conservatrice e non vuole abbandonare le antiche millenarie tradizioni errate per ritemprarsi in una sorgente di verità che non intende riconoscere" (Maria Montessori).

Il disegno mette in rilievo in modo chiarissimo queste diversità.

 

Cominciamo dal secondo disegno, quello che si trova nella  parte bassa del foglio.

Sta a rappresentare l'educazione tradizionale. Il discorso  sarebbe lun-ghissimo.

La sua forma e ad imbuto. Parte da zero e va allargan-dosi in modo uniforme. Le frecce rappresentano gli interventi esterni: maestri e professori. Vanno aumentando via via che il bambino cresce. Il bambino è la parte interna del disegno: è vuota, inerte. Dall'esterno viene riempito e nell' immaginazione dell'adulto va crescendo anche l'intelligenza in modo continuo e uniforme. Questa è l'immagine che l'adulto da secoli si è fatta del bambino: un vaso da riempire, un essere vuoto e insensibile. Il compito di riempirlo spetta solo all'adulto. E' lui l'unico che sa tutto che decide tutto. Decide quello che il bambino deve sapere, quando lo deve sapere e in che modo lo deve sapere. L'adulto è il costruttore delle intelligenze umane e ne è convinto. Nel diagramma e 'è dunque questa forma ad imbuto con crescenza uniforme. Le frecce indicano gli interventi esterni oltre ad alcuni termini da approfondire:

a : "causalità ",

b : "entropia ".

La crescenza va da zero a ventiquattro anni. Le divisioni rappresentano la scuola elementare, media e l'Università. Passiamo all'altro diagramma. La nuova educazione si chiama "Educazione per la vita". Il bambino è guidato nella crescenza dalla natura e non dall'uomo. Grandissima importanza rivestono le quattro fasi evolutive: infanzia, fanciullezza, adolescenza, maturità. Vanno di sei anni in sei anni. Questi periodi non sono stati stabiliti arbitrariamente dall'uomo, ma direttamente dalla natura e le leggi della natura non si possono cambiare.

Ci sono eventi fisici, fisiologici e psichici che ne segnano l'inizio e che ne determinano la durata. Queste quattro fasi della crescenza hanno forma ciclica, sono diverse fra loro e ad esse corrispondono mentalità differenti. Tutte agiscono per una finalità che ci resterebbe sconosciuta se non ci venisse continuamente rivelata dalla natura stessa al momento in cui completa il suo lavoro: la nascita dell'uomo adulto. All'intero lavoro che si va misteriosa-mente svolgendo in queste quattro fasi di sviluppo potremmo dare

un nome - la formazione dell'uomo - e poi conservare in noi questa chia-rezza: l'artefice di questo miracolo è la Natura. Un misterioso maestro ' interiore sembra guidare la crescenza, e di periodo in periodo, dare al bambino, al fanciullo, all'adolescente, al giovine gli impulsi, le energie e la guida per compiere gli atti necessari alla costruzione del carattere, alla formazione dell'uomo. Tutto avviene nel misterioso silenzio della vita interiore e l'obbedienza a quei richiami, a quegli impulsi è assoluta.

Si capovolge così il compito dell'educazione. L'educatore non è più l'insegnante che programma, decide, giudica, approva o disapprova. Interviene la scienza; il bambino diventa, senza saperlo, il Maestro. L'educazione si mette al servizio della vita. Bisogna lasciare il bambino al suo lavoro, quello che spontaneamente si è scelto. Dobbiamo osservarlo senza intervenire mai. E' lui che ci indica in modo inequivo-cabile la strada che dobbiamo seguire per aiutarlo.

Aiutami a fare da me.

Questa frase rivolta da un piccolissimo bambino a Maria Montessori è un programma di vita. La natura lo spinge veementemente ad agire, a fare. E' l'insopprimibile istinto vitale. Chiede aiuto a chi sa che glielo potrà dare. Vuole l'adulto comprensivo vicino a sé. Ma quale aiuto chiede? "Aiutami a fare da solo". Ecco il nuovo compito dell'educatore. Ecco  la nuova funzione dell'educazione: mettersi al servizio della vita. E' il bambino occulto che indica con grande chiarezza la strada da seguire. La crescenza psichica è guidata dalla natura e noi possiamo a conoscere i segreti di questa guida seguendo attentamente il lavoro spontaneo del bambino. La scienza poi ha studiato il bambino occulto in tutte le sue manifestazioni più profonde, con grande impegno e interesse. Ormai ne conosce ogni segreto. Purtroppo non si capisce perché non lanci ancora il suo grido di allarme a una società che ignora chi sia veramente il bambino e inconsapevolmente lo contrasta, arrestandone lo sviluppo in modo irreparabile. La scienza dovrebbe levarsi come accusatrice contro l'educazione tradizionale che imperversa nella società e annulla, come possiamo vedere nel diagramma, la personalità del bambino.

Come potrà il bambino assolvere il proprio compito cosmico quando non gli è mai stato permesso di formare l'uomo? La grande scienziata Maria Montessori ha rivelato al mondo l'esistenza di un bambino finora a tutti sconosciuto, dotato di potenti energie vitali che lo sostengono e lo guidano a costruire la sua personalità.

E' la scienziata che ha fatto la scoperta, non la pedagogista. La Montessori era amica di Freud, seguiva con interesse i suoi studi. L'abissale mondo del subconscio e dell'inconscio l'affascinava. Diceva: "senza la scoperta del mondo inconscio, fatta da Freud, forse mai si sarebbe conosciuta la verità sul bambino".

La Montessori da scienziata ha fatto la scoperta e da scienziata la ha approfondita. Il bambino che per primo ha colpito la sua attenzione, rivelandole l'esistenza di un mondo occulto, aveva tre anni.

Era nell'infanzia con tanti altri bambini dai tre ai sei anni. Le furono tutti di grande aiuto per generalizzare la sua scoperta. L'approfondimento del fenomeno si è esteso prima ai bambini dai sei ai dodici anni. Ce lo dimostra la pubblicazione dell'affascinante libro "L'autoeducazione". Poi unendosi e appoggiandosi a tutti gli studi e ricerche degli psicologi del suo tempo, la Montessoni si è dedicata al bambino piccolissimo, al neonato. "Quando l'essere nuovo è formato - dice Maria Montessori ne "Il segreto dell'infanzia" - allora diventa sede di guide misteriose".

Capisce subito Maria Montessori che nel neonato c 'è tutto il segreto dell'uomo. Quel piccolo essere, apparentemente nullo, inerte, privo di sensibilità, incapace, indifeso, è,invece, un contenitore di potenti energie vitali. Racchiude in sé il  segreto della strada che dovrà seguire per crearsi uomo del suo tempo, della sua razza, della sua civiltà: perché questo è il suo compito  cosmico al quale obbedirà in modo assoluto. E' spinto in modo irrefrenabile ad agire. Maria Montessori chiama il neonato cellula germina-tiva psichica. C'è anche un preciso DNA psichico che sovrintende questo sviluppo; via via si andranno stabilendo le funzioni. Il neonato inizia immediatamente il suo lavoro costruttivo. Silenzioso comincia la sua opera di incarnazione. Da millenni questo avviene e nessuno se ne è mai accorto. Voglio concludere con alcuni interventi non collegati tra di loro. Torniamo al diagramma: sono due le correnti dell'educazione. Nell'edu-cazione tradizionale la formazione del bambino è interamente delegata all'adulto che ne gestisce l'organizzazione.

Gli adulti decidono, programmano, senza chiedersi se i bambini siano pronti, interessati. Riversano su di loro una quantità di nozioni e informazioni senza rispettare le loro predisposizioni naturali, ignorando i loro cambia-menti. Giudicano, premiano, puniscono. Secondo questa impostazione il bambino non esiste: è un essere vuoto che deve lasciarsi riempire. Nell'educazione per la vita l'adulto sparisce e ricompare il bambino. Il maestro diventa il bambino; lavorando liberamente insegna all'adulto come si deve comportare. Tutto l'aiuto è interiore e proviene dalla natura che glielo infonde dalla nascita. E' l'adulto che deve mettersi al servizio della vita.

Rispondo alla domanda che mi era stata fatta all'inizio: cosa pensa quando qualche bambino presenta un ritardo nell' apprendimento ? Questi casi non possono verificarsi in una scuola Montessori; se si presentano è segno che la scuola e la maestra stanno applicando il metodo comune.

Ci sono, invece, purtroppo, molti bambini deviati che giungono nella nostra scuola dopo esperienze di difficile inserimento nelle scuole comuni. Con questi bambini c'è sempre un grosso lavoro da fare: hanno trovato ostacoli insuperabili che hanno fermato la crescenza facendo sviluppare i caratteri di difesa.

Il nostro è un lavoro di pazienza con l'obiettivo di rendere l'ambiente nel quale si vengono a trovare, il migliore per la loro guarigione e normalizzazione. La nostra scuota è sempre riuscita in questo intento.

Cosa pensa del nido Montessori?

Il nido è un 'istituzione voluta dagli adulti che in questo caso non pensano alle necessità del bambino ma soltanto ai loro interessi. Hanno bisogno di trovare un posto sicuro dove depositare il bambino per andare al lavoro. Si domandano mai se questa sistemazione piace al bambino? Non voglio fare commenti. Sono necessità di vita.

Il metodo Montessori è un metodo scientifico che viene in aiuto alla vita che si svolge. Studia con grande attenzione i bisogni psichici, vitali, del bambino e si mette a servizio della sua vita.

Quali sono i bisogni psichici di un bambino da O a 3 anni? E' un periodo di grandissima importanza nella vita dell'Uomo: la natura dagli aiuti. Il piccolo bambino ha una forma di mente meravigliosa che poi scompare: la mente assorbente. Perché? Perché deve incarnare l'ambiente in cui vive. E' il suo compito cosmico costruire un individuo della specie umana, prendere e assimilare la civiltà al punto in cui la si trova affinché il progresso della civiltà prosegua e non vada perduto.

Deve prendere dall'ambiente in cui vive il linguaggio; formerà il comportamento, le idee, la morale, le azioni. Attraverso la mente assorbente incamera le immagini di tutto ciò che lo circonda per essere individuo del suo tempo. La mente assorbente ha il potere di stampare tutto questo nella psiche del bambino in modo indelebile. Il bambino poi si servirà di questo patrimonio per fare le sue esperienze. Affinché tutto questo avvenga, il bambino da O a 3 anni deve vivere il più possibile in mezzo agli adulti. Ecco perché il nido non è l'ambiente adeguato per lo sviluppo del bambino. Questa è la ragione per la quale sostengo che nido Montessori sia un concetto di perse antitetico.

Certo, come ho detto prima, mettere il bambino al nido è per l'adulto spesso indispensabile; è bene, però, che l'adulto sappia che non è la soluzione migliore per il bambino. Cerchi di tenerlo al nido un tempo limitato e quando lo ha con sé trovi il modo di sopperire a quello che gli è mancato.


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